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IN Residence would like the protagonists to get involved in a debate investigating processes, concepts and meanings that anticipate the actual creation of a project.

/ D : Designers

Designers

The designers selected by the curators to take part in the workshop as tutors to work with a group of students coming from Italian and international design schools, shape the identity of each edition, helping set the guidelines for the development of the laboratory.
The choice of the curators will focus on the international panorama of young designers, preferring those who tend to adopt an experimental approach to design and considering the pertinence of their work to the theme of the edition.
Their relevant affinities with the key topic of the workshop should however be combined with distinctive traits in the stylistic languages, operating tools and research targets of each designer in order to put forward a variety of different points of view, which will provide the input for significant criss-cross interaction full of potential to be developed on later.
Tijmen Smeulders
Tijmen Smeulders

Tijmen Smeulders (1988) è un designer olandese che attualmente vive e lavora a Rotterdam. La sua sensibilità per un design del volume, della luce e della pura percezione si forma alla Design Academy Eindhoven, nel dipartimento di Man & Well-Being. Nel suo progetto di laurea, presentato nel 2014 al Salone del Mobile di Milano nell’ambito della collettiva Self Unself, Smeulders presenta una collezione di oggetti (Mirror, Rug, Pitcher) in grado di suggerire un’esperienza sensoriale del quotidiano completamente rinnovata. L’approccio progettuale radicale di Tijmen Smeulders si esprime in un design del prodotto che manifesta le infinite possibilità della forma, escludendo qualsiasi tipo di narrazione perché avvertita come superflua. Nell’oggetto, Smeulders condensa un preciso vocabolario che trova espressione nel rapporto tra forma e materiale e nel modo in cui questi caratteri interagiscono con la luce, agente rivelatore di qualità tattili, di cromie impreviste e di affascinanti e inedite consistenze. I progetti di Smeulders sono stati esposti in numerose mostre e festival internazionali, oltre che in gallerie e musei, tra cui: la Dutch Design Week di Eindhoven, il Salone del Mobile di Milano, la Arco Art Fair di Madrid, Operae Design Festival di Torino, il Museo del Gioiello di Vicenza, il Musée Des Art Decoratifs di Parigi, il Design Museum di Gent, Het Nieuwe Instituut, la Galerie Vivid di Rotterdam e See•DS Gallery di Londra.

tijmensmeulders.nl

 

 

Birgit Severin
Birgit Severin

Birgit Severin (1982) è una designer tedesca, attualmente residente e professionalmente attiva a Berlino. La sua formazione, iniziata in ambito scientifico con un diploma in Psicobiologia e seguita da un Master in Neuroscienze Cognitive alla Maastricht University (Paesi Bassi), prosegue orientandosi in campo progettuale alla Design Academy Eindhoven, dove si laurea in Contextual Design nel 2013.
La doppia natura dei suoi studi si riflette in una progettazione che combina metodo scientifico e ricerche in ambito comportamentale, riferendosi all’uomo e al suo relazionarsi a un contesto, a determinati stimoli e a precise abitudini. Con il suo lavoro mette in relazione la storia personale, fatta di esperienze ordinarie e attività giornaliere, con approfondimenti di sguardo più universale, riferiti all’identità collettiva e alla trasformazione del paesaggio circostanziale: lo spettro del quotidiano è messo al centro di una progettazione che ricerca espressioni di semplicità e transitorietà. L’intero interesse di Severin si rivolge dunque all’esistenza, contraddicendo l’abitudine a dar forma a un design dell’extra-ordinario e puntando a individuare strategie di progettazione che includano e comprendano l’imprevedibilità, la mutazione, la non permanenza come elementi distintivi dell’attività del designer.

birgitseverin.com

Nick Ross
Nick Ross

Nick Ross (1986) è un designer di origini scozzesi che attualmente vive e lavora a Stoccolma. In Scozia studia Product Design presso la Grays School of Art di Aberdeen, dove con il suo progetto di laurea vince il premio Arts & Heritage. Trasferitosi a Rotterdam per lavorare con Tomáš Gabzdil Libertíny, muove poi a Stoccolma, dove continua la sua formazione in Interior Architecture e Furniture Design con un master alla Konstfack (University College of Arts, Crafts and Design).
La sua ricerca si orienta nel repertorio complesso della storia, in particolare quella antica, nella quale trova le ragioni per interpretare il modo con il quale l’utente si relaziona al design contemporaneo. Adoperando la narrazione come pretesto e impiegando un approccio sempre critico, Nick Ross è interessato a indagare accadimenti che hanno portato a determinare specifici equilibri culturali; ogni suo progetto nasce dalla volontà di creare ponti ideali o reali tra la società presente e quella passata. Dopo aver lavorato con Matti Klenell, Ross fonda nel 2014 il suo studio, inaugurando una carriera che lo porta a ricevere numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui: Formex Nova (2016), Design Parade 11 (menzione d’onore nel 2016), Architectural Digests Emerging Designer Award (2014), Muuto Talent Award (2014) e lo Young Swedish Design Award (nel 2011 e nel 2013).

nckrss.com


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Carlo Lorenzetti

Carlo Lorenzetti (1990) è un designer americano, nato a Chicago, che attualmente vive e lavora in Olanda. Laureato nel 2012 all’Università del Michigan, con indirizzo in Furniture & Ceramics, completa la sua formazione alla Design Academy Eindhoven, con un Master in Contextual Design. Nel 2016 il suo progetto di laurea, Disruptive Fundamentals, è presentato nel contesto della Design Week di Milano nella mostra “Touch Base”, curata da Ilse Crawford e Thomas Widdershoven. La collettiva seleziona lavori di giovani designer che sviluppano un pensiero non riferito al digitale e all’estetica post-internet: ciascun progetto sostituisce alle necessità d’uso dei dispositivi tecnologici una più sentita urgenza per ciò che appartiene alla sfera del reale, rivolgendo una particolare attenzione all’esperienza tattile nella vita quotidiana. Percorrendo questa direzione, la ricerca di Carlo Lorenzetti si muove nell’ambito di un’indagine che colma la distanza tra psicologia e design, cercando di esaminare il ruolo del subconscio – umano, emotivo, percettivo – nella progettazione del prodotto. L’estetica dei suoi soggetti è dunque subordinata all’esperienza che vogliono promuovere: ogni progetto diventa un possibile collegamento – concreto, ma anche concettuale – tra il mondo materiale, l’individuo e la sua dimensione non conscia.

carlolorenzetti.com

Fernando Laposse
Fernando Laposse

Fernando Laposse (1988) è un designer di origini messicane, nato a Parigi e residente a Londra. Laureatosi nel 2012 presso la Central Saint Martin’s School of Art and Design – con un indirizzo di ricerca in Product Design – esprime, sin dal primo periodo di formazione, un interesse per l’autoproduzione e la cultura del “fai da te”. I suoi progetti sono frutto di un incrocio interdisciplinare attivato mediante l’utilizzo di differenti processi e alimentato da una continua attenzione verso la sperimentazione; particolarmente interessato a riflettere sui rapporti tra design e cultura dell’alimentazione, esplora le possibilità offerte dalla manipolazione di materiali poveri, naturali o di rifiuti, per sconfinare nella critica ai modelli di consumo e riflettere sulle politiche di produzione dei cibi del XXI° secolo. È membro attivo della Experimental Food Society di Londra e il suo nome è tra i settanta selezionati dal British Design Council nella categoria “Material World”. Laposse è stato chiamato a presentare Workshop e Masterclass (London Metropolitan University – The Cass; The Institute of Making – UCL London; Domaine de Boisbuchet, Francia; ICESI, Colombia) e i suoi progetti sono stati presentati in contesti internazionali come il MART di Rovereto, la Biennale di St-Etienne, le gallerie Libby Sellers e South London di Londra, Project B di Milano, Merci-Merci di Parigi.

fernandolaposse.com

Marlène Huissoud
Marlène Huissoud

Marlène Huissoud (1990) è una designer francese attualmente residente a Londra, dove nel 2014 ha conseguito un Master in Material Futures presso la Central Saint Martin’s School of Art and Design, indirizzando la sua ricerca verso la sperimentazione di nuovi materiali. Alla Saint Martin sviluppa il progetto From Insect, riguardante l’esplorazione di un universo microscopico creato da api e bachi da seta: questo lavoro mette criticamente in relazione l’attività del designer contemporaneo con forme di progettazione spontanee osservate nel mondo animale e vegetale. Spesso riferendosi al processo come motivo ispiratore per l’ideazione di prodotti inediti, Huissoud si interroga sul presente e propone soluzioni future che guardano alla natura come catalogo esemplare, associando la sua pratica all’esercizio di una sensibilità conscia del valore concettuale della sperimentazione.
Con i suoi lavori è stata nominata dal Design Council tra i settanta rappresentanti inglesi del design del futuro; nel 2015 ha vinto il premio Make me! Design Prize e nel 2014 il Diploma Selection Award al Designbook. I suoi progetti hanno partecipato a numerose mostre internazionali e sono stati esposti in diversi contesti, come Chamber New York, Design Miami Basel, Design Museum Barcellona, lo spazio Rossana Orlandi a Milano e la Gallery Bensimon di Parigi.

marlene-huissoud.com

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Jólan van der Wiel

Nato ad Arnhem, in Olanda, Jólan van der Wiel (1984) si laurea nel 2011 dopo avere frequentato i corsi del dipartimento DesignLAB presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, città dove poi fonda il suo studio-laboratorio e dove attualmente vive e lavora.
Assecondando le forze generative della natura, il designer organizza una riflessione sulla creazione di manufatti con connotati formali non ordinari, non definibili a priori e non dipendenti dalla sua volontà, affinando un processo creativo basato sull’imprevedibilità.
Il suo approccio alla progettazione riserva un grande interesse per il comportamento dei materiali, definendosi attraverso un metodo pratico-sperimentale che tenta di coniugare l’osservazione
delle reazioni della materia sotto l’influenza di specifiche forze – di gravità, o dovute a campi magnetici, ad esempio – con le capacità di controllo meccanico dell’uomo.
Questa direzione di ricerca, permette al designer di immaginare sviluppi formali inediti per i suoi progetti, liberi dai dettami classici e definiti da parametri estetici che trovano applicazione in molti ambiti disciplinari oltre al design di prodotto, come l’architettura e la moda.
I suoi lavori sono esposti in gallerie internazionali e fanno parte della collezione permanente di diversi musei, come il Vitra Design Museum e il Grand Hornu Museum.

jolanvanderwiel.com

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Sabine Marcelis

Sabine Marcelis (1985) vive e lavora a Rotterdam. Cresciuta in Nuova Zelanda, studia per due anni design industriale alla Victoria University di Wellington per poi proseguire il suo percorso formativo alla Design Academy di Eindhoven dove si laurea nel 2011. Conseguito il diploma, apre il suo studio per dedicarsi alla progettazione di oggetti, installazioni, ambienti, concentrando una buona parte del suo interesse sulla ricerca relativa all’aspetto percettivo e materico del proprio design.
Il suo modus operandi contempla un’assidua collaborazione con laboratori e industrie specializzate, che le consentono di intervenire personalmente nel processo di manifattura dei progetti e di lavorare in un contesto dove la sperimentazione permette di acquisire nuove conoscenze e raggiungere esiti spesso inattesi.
Il risultato della sua ricerca è caratterizzato da una poeticità racchiusa in forme pure, pulite, lineari che contemporaneamente sottolineano le proprietà della sostanza compositiva e generano momenti di magia percettiva.
I suoi lavori sono stati esposti al Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam e al Musée Des Arts Décoratifs di Parigi. Collabora inoltre con diverse gallerie, come Victor Hunt a Bruxelles, Etage Projects a Copenhagen, Side Gallery a Barcellona, Mint a Londra, e con aziende del Fashion e del lusso come Céline, Isabel Marant e Repossi.

sabinemarcelis.com

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Gionata Gatto

Gionata Gatto (1982) è un designer italiano residente in Olanda. Dopo la laurea triennale in Design Industriale conseguita allo IUAV di Venezia, prosegue i suoi studi con un Master alla Design Academy di Eindhoven, dove si diploma nel 2009 e fonda il suo studio professionale.
Il suo lavoro investiga il design del prodotto attraverso l’uso di un metodo esplorativo, basato sulla ricerca di nuovi valori estetici e concettuali.
L’utilizzo di tecnologie emergenti e la continua ricerca di materiali innovativi sono componenti proprie dello sviluppo dei suoi progetti, sempre intesi come l’esito di un processo di realizzazione che prevede il coinvolgimento attivo e diretto del designer in ciascuna fase.
I lavori dello studio sono il risultato di un metodo partecipativo, basato sull’approfondimento di una ricerca che mira a instaurare e favorire collaborazioni in vari ambiti disciplinari, confrontando e coniugando le distinte conoscenze specifiche di un certo numero di specialisti ed esperti.
Dalla fase attiva di studio deriva una serie di artefatti ed installazioni che si comportano come ponti percettivi capaci di generare, mediante gli strumenti del presente, visioni su scenari futuri.
I prodotti dell’attività dello studio sono stati esposti in diversi contesti, come la Triennale di Milano, lo spazio Rossana Orlandi, presso Sotheby’s e durante la manifestazione Maison & Objet, solo per citarne alcuni.
Nel 2014 Gionata trasferisce il suo studio a Rotterdam, dove attualmente vive e lavora.

gionatagatto.com

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Germans Ermičs

Germans Ermičs (1985) è nato a Riga, in Lettonia. Comincia a studiare Design in Danimarca, dove avvia la sua carriera nello studio Rasmus Koch di Copenhagen come Graphic Designer. Nel 2007 co-fonda la rivista lettone Veto, assumendo il ruolo di Art Director. Nel medesimo periodo inizia il Master in Man & Living alla Design Academy di Eindhoven, sviluppando uno specifico interesse nei confronti del mondo del design di prodotto e degli interni. Nel 2011 consegue la laurea, mentre è contemporaneamente impegnato presso lo studio Robert Sadler di Parigi.
Nel 2014 apre il suo studio ad Amsterdam, dove attualmente lavora in una realtà molto stimolante per la sua creatività.
Il suo lavoro, spesso ricco di rimandi alla sua formazione da Graphic Designer, si concentra sulla sperimentazione di forme lineari e su una continua, approfondita ricerca riguardante la combinazione tra la materia e la sua espressione cromatica. Il colore, in particolare, risulta essere un tema privilegiato di indagine, anche immaginato come mezzo per modificare la percezione di un oggetto e il significato che questo veicola: a seconda del gradiente che assume e di come viene applicato, può infatti concorrere a modificare in mondo sensibile il nostro rapporto di relazione con gli oggetti.
La pratica del design, per Ermičs, oltre ad essere un dispositivo di analisi e verifica delle possibili interazioni che si creano tra le persone e gli ambienti, è un’attività capace di influenzare i comportamenti e le modalità di relazione tra i corpi e lo spazio.
Attualmente collabora con la galleria Bensimon di Parigi, lo spazio Mint di Londra e Rossana Orlandi di Milano.

germansermics.com

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Jonas Edvard

Jonas Edvard (1982) è un designer danese. Nel 2013 ottiene il diploma in Product Design presso la Royal Danish Academy di Copenhagen, dove vive e lavora.
La sua ricerca indaga le potenzialità di un design sostenibile attraverso l’utilizzo e la trasformazione di risorse naturali, facilmente reperibili, a basso costo e limitato impatto ambientale.
Il processo che impiega nell’approccio al progetto fonde scienza e sperimentazione: il risultato delle sue riflessioni e ricerche consiste nell’ideazione di una serie di materiali innovativi, nati dallo studio e dall’interpretazione della natura, che vengono poi impiegati per realizzare manufatti d’uso quotidiano. Le forme in cui vengono modellati questi prodotti sono volutamente familiari, aiutando l’utilizzatore a focalizzare la propria attenzione sulle potenzialità rivoluzionarie di materie che, estratte dal loro tipico contesto e opportunamente processate, sono capaci di trasferire in un oggetto nuovi significati.
Nel 2013 vince con Myx il “Green Furniture Award” e un riconoscimento speciale dalla Danish Art Foundation che inserisce il progetto nella “Danish Crafts Collection”. Myx fa parte della collezione del centro di ricerca sui materiali Materfad di Barcellona in Spagna e della Scin Gallery di Londra. Il progetto Terroir è stato selezionato per l’esibizione itinerante “MindCraft 15” e fa parte della collezione del Trapholt Design Museum in Danimarca.

jonasedvard.dk

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Ferréol Babin

Ferreol Babin (1987) si diploma in Spatial Design all’ENSA di Dijon, in Francia, per poi trasferirsi in Giappone presso la University of Art & Design di Nagoya. L’esperienza giapponese è fondamentale per la sua crescita artistica, stimolandolo ad esplorare la dimensione spaziale mediante una accurata progettazione dell’oggetto, inteso come strumento di comunicazione e relazione tra l’uomo e l’ambiente che abita.
Nel 2012 si laurea all’ESAD di Reims nel corso di Object Design.
La sua indagine è fortemente correlata con la sua capacità tecnica e l’attitudine alla creazione manuale, da sempre associata all’abilità di trasformare le idee in prototipi funzionanti.
I suoi progetti sono frutto di uno studio basato sulla ricerca di un dialogo: tra naturale e artificiale, tra il nuovo e il preesistente, tra l’oggetto e lo spazio interno che lo ospita. Nel ruolo di “mediatore”, combina sapientemente funzionalità e poesia, nel tentativo di stabilire tra l’oggetto e il suo utilizzatore una relazione empatica.
Nel 2014 è selezionato per partecipare al lavoro di ricerca sviluppato da Fabrica nel settore Design sotto la direzione artistica di Sam Baron. I suoi progetti hanno ricevuto diversi riconoscimenti, che includono una menzione d’onore del Red Dot Design Award, la selezione ADI e il Design of the Year 2014 conferitogli dal London Design Museum.

ferreolbabin.fr

phil
Philipp Weber

Philipp Weber (1987), nato a Münster in Germania, oggi vive e lavora a Monaco di Baviera. Nel 2012 ha conseguito il diploma presso la Design Academy Eindhoven. La sua formazione è eclettica e spazia dall’arte alla moda: nel 2006 ha svolto un tirocinio presso la sartoria Spiegelburg a Münster, per poi frequentare corsi di Fashion Design (2006) e di Pattern Making (2007), entrambe presso il Central Saint Martins College a Londra. Nel 2011 ha collaborato con lo studio Ett La Benn di Berlino. Weber, oggi designer indipendente e membro di Platform München, coniuga nel suo lavoro tecniche artigianali tradizionali con una sensibilità ispirata dalla letteratura, dall’arte, dalla musica e dalle azioni performative, esplorando le potenzialità di questi linguaggi nel momento del confronto con la prassi operativa del design. Oltre a raggiungere esiti estetici originali, la pratica interdisciplinare lo ha condotto all’elaborazione di metodi creativi specifici e di strumenti di lavoro innovativi, che sono il risultato di una contaminazione intuitiva ed efficace.

philippweber.org

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Marjan van Aubel

Marjan van Aubel (1985) è una designer olandese, che attualmente vive a Londra. Ha ottenuto il diploma in Design presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam e il Master in Design Products presso il Royal College of Art a Londra. Nel suo lavoro combina la precisione della ricerca scientifica con l’attitudine a indagare aspetti legati alla percezione sensoriale, sviluppando processi innovativi ed ecologici che traducono le sue sperimentazioni in ambito chimico e tecnologico. Ha collaborato con la Solaronix, compagnia svizzera di pannelli fotovoltaici, con l’American Hardwood Export Council e con lo studio Joris Laarman ad Amsterdam. Il lavoro di van Aubel è parte della collezione permanente del Vitra Design Museum a Weil am Rhein in Germania e del Museum of Modern Art di New York, ed è stato esposto presso il Museum Boijmans Van Beuningen a Rotterdam, il Victoria and Albert Museum e il Design Museum a Londra. Nel 2012 si è aggiudicata il primo premio del DOEN / Materiaalprijs, nel 2013 l’ARC13 Chair Award e nel 2014 il Kortrijk Interieur Award. Nello stesso anno è stata tra i finalisti dell’Arts Foundation Material Innovation Award. Nel 2013 e nel 2015 è stata nominata per il Design of the Year Award. Van Aubel lavora con A Palazzo Gallery, Brescia, 19 Greek Street e Mint, Londra e Transnatural, Amsterdam.

marjanvanaubel.com

julie
Julie Richoz

Julie Richoz (1990) è una designer svizzero-francese, che vive e lavora a Parigi. Dopo essersi diplomata in Industrial Design presso l’ECAL, École Cantonale d’Art di Losanna, ha lavorato come assistente di Pierre Charpin e nel 2012 ha aperto il suo studio di design a Parigi. Nello stesso anno, Richoz si è aggiudicata il Grand Prix al Design Parade 7 a Villa Noailles, Hyères. Ha partecipato a diverse residenze, tra cui a Sèvres – Cité de la céramique e al CIRVA, centro di ricerca sul vetro a Marsiglia, occasioni in cui ha potuto esplorare inedite modalità di analisi sui materiali e sperimentare nuove lavorazioni, grazie alla collaborazione con le maestranze locali. Nei suoi progetti ricerca la possibilità di coniugare la produzione industriale con le tradizionali tecniche artigianali. Il lavoro di Richoz è stato presentato in una mostra personale al Design Parade 8 a Villa Noailles, Hyères nel 2013, agli IMM a Colonia in Germania, e ai Paris Designer’s Days. Richoz collabora con la Galerie Kreo a Parigi, con la Gallery Libby Sellers a Londra e lavora con diverse compagnie tra cui Alessi, Nestlé, Artecnica e Sèvres.

julierichoz.ch

os
Os & Oos

OS ∆ OOS è uno studio di design fondato nell’autunno del 2011 a Eindhoven dall’olandese – di origine canadese – Oskar Peet (1984) e dall’olandese Sophie Mensen (1985), entrambi diplomati presso la Design Academy Eindhoven nel 2009. Prima di inaugurare la loro collaborazione professionale, i due hanno avuto periodi di formazione distinti: Peet ha collaborato con lo studio Scholten & Baijings di Amsterdam per diversi anni, mentre Mensen ha lavorato come freelance. Nel processo progettuale sviluppato da OS ∆ OOS, funzionalità e valore artistico convergono nella creazione di oggetti connotati da un’estetica essenziale e sobria, che comunicano con esattezza il proprio scopo e il modo mediante il quale devono essere utilizzati. I prodotti del duo esprimono la ricerca di una nuova relazione con l’utente e con lo spazio in cui si inseriscono, grazie alle caratteristiche di mobilità e adattabilità, ottenute da una equilibrata progettazione di forme e composizioni e da un’intensa ricerca sulle proprietà dei materiali. Alla base della loro modalità espressiva è posto un processo creativo formulato per sottrazione, con l’obiettivo di raggiungere l’essenza dell’oggetto, che deve saper veicolare con chiarezza il concetto da cui ha origine. OS ∆ OOS collabora con la Galerie Gosserez di Parigi, con Etage Projects di Copenaghen e con Spazio Rossana Orlandi di Milano. Nel 2013 Occultation è stata premiata con il Wallpaper Magazine Design Award nella categoria Best Domestic Design.

osandoos.com

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Laureline Galliot

Laureline Galliot (1986) è nata a Maisons-Laffitte, Parigi. Nel 2012 ha ottenuto il diploma in Product design presso l’ENSCI – École nationale supérieure de création industrielle di Parigi, dopo una formazione in Fashion Design presso la ENSAAMA – École Nationale Supérieure des Arts Appliqués et des Métiers d’Art a Parigi, dal 2004 al 2007. La pratica di Galliot è affiancata dall’esercizio della pittura, da cui derivano molte considerazioni sulla percezione, ma soprattutto sul metodo che è alla base della sua ricerca come designer. Osservando lo scarto esistente tra la progettazione grafica iniziale e la realizzazione vera e propria di un prodotto, Galliot propone l’uso di tecniche alternative, come l’animazione 3D, che permettono di pensare un oggetto in termini di volumi e colori, senza ricorrere al disegno. L’applicazione della tecnologia digitale è accompagnata da una sperimentazione quasi empirica che, attraverso la pittura, esplora il mondo circostante e i meccanismi percettivi, concentrandosi su alcuni oggetti che la designer colleziona e che sono fonte di ispirazione per il suo lavoro. Nel 2013 il suo lavoro Contour & Masse si è aggiudicato il Prix du Design du Conseil Général du Var, in occasione di Design Parade 8 a Villa Noailles, Hyères.

laureline-galliot.fr

faber
Faberhama

Faberhama è uno studio di design con base ad Amsterdam, fondato nel 2014 dagli italiani Alberto Fabbian e Paola Amabile, che collaborano dal 2011. I due designer condividono un approccio alla progettazione che unisce l’interesse per la sperimentazione con l’attenzione rivolta alla sostenibilità dei prodotti e alle tecniche dell’artigianato locale. Alberto Fabbian (1981) si è diplomato in Product Design nel 2006 presso la Scuola Italiana Design di Padova e ha collaborato con JVLT studio a Vicenza. Paola Amabile (1985), dopo la laurea in Sviluppo e Cooperazione Internazionale conseguita nel 2007 presso l’Università di Padova, ha ottenuto il diploma in Product Design nel 2011 alla Scuola Italiana Design di Padova. Fabbian è un illustratore, Amabile una fotografa; il loro lavoro è caratterizzato da un intenso dialogo che nasce dalla capacità di osservare la realtà con sensibilità diverse. Le creazioni di Faberhama si sviluppano attraverso un’indagine sulle possibili interazioni tra materiali e tecniche di lavorazione, con l’obiettivo di creare un oggetto contemporaneo, che esalti le diversità ed esprima un equilibrio tra innovazione e tradizione. I loro progetti sono stati selezionati da imprenditori e curatori, tra cui Giulio Cappellini e Lidewij Edelkoort, e presentati in mostre in Italia e all’estero.

faberhama.com

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Studio Swine

Studio Swine (acronimo di Super Wide Interdisciplinary New Explorers) è uno studio anglo-giapponese di design con sede a Londra, fondato da Azusa Murakami (1984) e da Alexander Groves (1983) dopo il conseguimento da parte di entrambi del Master in Design Product presso il Royal College of Art di Londra. Murakami è architetto e ha studiato presso la Bartlett School of Architecture di Londra, Groves è un artista e si formato alla Ruskin School of Fine Art di Oxford.
Studio Swine esplora le potenzialità del design contemporaneo dedicando attenzione ai processi di reciproca influenza tra differenti ambiti disciplinari, realizzando progetti in tutto il mondo con una particolare sensibilità rivolta al quadro delle risorse locali e a nuovi sistemi sostenibili.
Lo studio ha collaborato con Veuve Clicquot, Swarovski e Droog ed esposto a Londra presso il Barbican Centre e il Victoria and Albert Museum, oltre ad aver preso parte alle Fashion Week di New York, di Londra e alla Gwangju Biennale a cura di Ai Wei Wei. Swine ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali: il Gold Prize alla BIO23 Biennale of Design Slovenia, il Wallpaper* Design Award, e nel 2013 è stato tra i finalisti del Designs of the Year Award promosso dal Design Museum di Londra. Nel 2014 si è aggiudicato il Social Economic Environmental Design Award, USA.

studioswine.com

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Brynjar Siguroarson

Brynjar Sigurðarson (1986) è nato a Reykjavík, dove ha conseguito nel 2009 la laurea di primo livello presso l’Iceland Academy of the Arts (IAA). Nel 2011 completato il Master in Product Design all’École cantonale d’art de Lausanne (ECAL), assume l’incarico di docente del Master Department della stessa università e inaugura la sua attività professionale stabilendo il suo studio a Losanna e a Berlino.
La ricerca che è alla base dei progetti di Sigurðarson si estende a discipline come l’antropologia e l’archeologia, mentre gli oggetti che realizza trattengono quella dimensione narrativa che appartiene alla trasmissione del sapere antico e della tradizione. Nel 2012 la compagnia Kopenhagen Fur ha presentato alcuni oggetti realizzati in pelliccia selezionati dalla collezione progettata per la sua tesi di master. Nell’estate 2012 gli è stato conferito il Grand Prix al Design Parade 6 a Villa Noailles, Hyères, dove è stata anche organizzata una sua mostra con Jean-Baptiste Fastrez, esposta poi a IMM Cologne e al Paris Designers Days. Recentemente ha collaborato con la manifattura di porcellane Sèvres e con il centro di ricerca sul vetro CIRVA a Marsiglia, oltre ad aver lavorato per Camper, lo Spark Design Space a Reykjavík e la celebre Galerie Kreo di Parigi.

biano.is

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Itay Ohaly

Itay Ohaly (1979) è un designer israeliano, che vive e lavora a Tel Aviv. Si è diplomato in Industrial Design allo Holon Institute of Technology (HIT) e dal 2008 al 2009 ha lavorato presso Nekuda Design Management, prima di completare la sua formazione con un Master in Contextual Design, ottenuto nel 2011 alla Design Academy di Eindhoven. La pratica di Ohaly è caratterizzata dalla ricerca di metodologie alternative di progettazione e produzione, che si sottraggono a una logica lineare e che originano processi aperti e dagli esiti modificabili. L’interesse per la sperimentazione lo ha condotto a introdurre elementi non programmati a priori e a incoraggiare l’influenza del caso nella propria prassi operativa, anche con lo scopo di verificare inediti scenari di azione – o di reazione – creativa da parte del progettista al mutare delle condizioni di realizzazione di un oggetto. L’introduzione di un aspetto “caotico” nell’iter di progetto, che prende corpo attraverso azioni di cooperazione con altri designer o di stratificazione e frammentazione, diventa anche un modo per limitare in modo volontario e deliberato il controllo dell’autore sui caratteri del prodotto finale.

ohaly.com

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Daphna Laurens

Daphna Laurens è uno studio di design fondato a Eindhoven nel 2008 da Daphna Isaacs (1982) e Laurens Manders (1984), entrambi diplomati presso la Design Academy di Eindhoven nel 2006 e nel 2008. La cifra stilistica dello studio è improntata alla sperimentazione, tanto nella ricerca di nuove forme quanto nell’impiego dei materiali, con l’obiettivo di trasformare prodotti di uso comune in oggetti dotati di una propria identità distintiva; i manufatti creati da Daphna Laurens appaiono come ibridi, presentandosi come versatili soluzioni in cui si coniugano funzionalità ed espressività, anche nel tentativo di rivelare attraverso il loro uso la straordinarietà di alcuni rituali quotidiani.
 Nel 2010 Isaacs e Manders sono stati premiati con il DMY Award per la serie Tafelstukken, attualmente prodotta da Cappellini. Lo studio ha presentato il proprio lavoro presso la parigina Galerie Gosserez, la Křehky Gallery e al Křehký Mikulov Art Design Festival nella Repubblica Ceca, avendo inoltre preso parte alla mostra “Trading Places. Designers meet the collection” presso il Kunstgewerbemuseum a Dresda nel 2014. Daphna Laurens è parte attiva del collettivo Dutch Invertuals, che riunisce un gruppo di designer olandesi nella formulazione di una proposta culturale associata alla realizzazione di una serie di progetti espositivi e di un’originale produzione di manufatti sperimentali.

daphnalaurens.nl

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Atelier NL

Dopo il diploma conseguito alla Design Academy Eindhoven nel 2006, Nadine Sterk (1977) e Lonny van Ryswyck (1978) hanno dato avvio all’Atelier NL, allestendo uno studio-laboratorio ospitato in un ex chiesa a Eindhoven. Il lavoro delle due designer si caratterizza per un forte legame con il territorio e i suoi elementi naturali, da cui spesso provengono le ispirazioni sulla base delle quali sono elaborati i loro progetti. In opposizione al processo di industrializzazione e globalizzazione in atto, il lavoro di Sterk e van Ryswick si inserisce nel solco della tradizione manifatturiera dei Paesi Bassi, attenta all’impiego di materiali locali e all’elaborazione di processi produttivi che applicano tecnologie attuali. Nel 2010 Atelier NL si è aggiudicato il primo premio del Re:Vision Design Award con il progetto Drawn from Clay, una collezione di vasellame realizzata con diversi tipi di argilla selezionati attraverso uno studio approfondito della composizione geologica del suolo olandese. L’intento è di rimarcare l’esatta provenienza del materiale con cui sono stati realizzati alcuni oggetti di uso quotidiano, esaltandone le differenze e scoprendo un valore aggiunto nella loro disomogeneità. Il lavoro di Atelier NL è stato esposto a Londra, presso la Galleria Libby Sellers, in Olanda al Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam, allo Stedelijk Museum di Hertogenbosch e al TextielMuseum di Tilburg, così come al Design Museum di Holon, in Israele.

ateliernl.com

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Antonio Aricò

Antonio Aricò (1983) è nato a Reggio Calabria. Dopo la laurea conseguita presso il Politecnico di Milano e la specializzazione all’Alta Scuola Politecnica, ha completato la sua formazione all’estero, studiando Metal & Jewellery Design presso il Duncan of Jordanstone College of Art in Scozia, Product Design al Royal Melbourne Institute of Technology in Australia e Traditional Furniture Design in Spagna. Collabora con il gruppo Barilla, Seletti e Alessi. Dal 2011 Aricò vive tra Milano e Reggio Calabria, sua terra d’origine e costante fonte di ispirazione. L’attenzione per le tecniche tradizionali e per le consuetudini operative locali, unitamente alla cura del dettaglio e della qualità dei materiali impiegati nell’esecuzione di un lavoro, identificano i caratteri principali della sua pratica, spesso riferita alla realizzazione di oggetti d’uso quotidiano. Caratterizzato da una cifra stilistica che coniuga la spontaneità del gesto alla semplicità d’esecuzione, il lavoro di Aricò è stato presentato, al DMY a Berlino, al Salone del Mobile di Milano, al Maison & Objets di Parigi, al Design Centrum Kielce, in Polonia, alla mostra “Wabi Sabi” a Torino, alla mostra “Nomadismi” curata da Lidewij Edelkoort a Milano e al Design Museum Holon a Tel Aviv.

antonioarico.com

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Giorgia Zanellato

Giorgia Zanellato (1987) è nata a Venezia. Si diploma nel 2009 allo IUAV: la cultura artigiana respirata nella città, tra storiche vetrerie, opifici e officine, si traduce in progetti sensibili alla fabbricazione del prodotto come manufatto non seriale, materico e in divenire. La sua formazione si completa con un Master in Product Design all’ECAL di Losanna, e poi nel team internazionale di ricercatori di Fabrica, a Treviso, dove prototipa un design narrativo capace di integrare le sperimentazioni di nuovi materiali a un uso coerente della tradizione.
Il suo lavoro è rappresentato sia dal sistema delle gallerie interessate alla ricerca (come la Galleria Luisa Delle Piane di Milano) che da aziende a vocazione commerciale (come il brand francese Petite Friture che promuove le tendenze più sperimentali di giovani designer). I suoi progetti sono stati esposti in occasione del Salone del Mobile di Milano, di Maison et Objet a Parigi, al MUDAM Museum di Lussemburgo, Miami Art Basel e il London Design Festival.

giorgiazanellato.altervista.org

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Commonplace

Commonplace è il laboratorio di design con sede ad Amsterdam fondato dal canadese Jon Stam (1984) e dall’olandese Simon de Bakker (1979), il cui lavoro si concentra sulla sperimentazione di oggetti legati al contesto, sull’artigianato di qualità e sulle interazioni silenziose. Il loro interesse è rivolto ad elaborare riflessioni e indagini nell’ambito culturale contemporaneo, affrontando questioni come la crescente mancanza di tangibilità e altre sfide poste dal dibattito sul digitale. I due designer di Commonplace lavorano sia in un contesto di ricerca autonomo che su commissione; i loro lavori sono stati esposti durante manifestazioni come Design Miami, Design Days Dubai, Salone del Mobile di Milano, Manifesta 9 e Sotheby’s di Londra. Nel 2013 lo studio ha ricevuto il premio “Designers of the Future” assegnato nel contesto di Design Miami. In parallelo con queste attività, Stam e de Bakker sono impegnati come docenti del Digital Craft Program presso la Willem de Kooning Academy di Rotterdam.

commonplace.nl

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Jean-Baptiste Fastrez

Jean-Baptiste Fastrez (1984) vive e lavora a Parigi, dove si è laureato nel 2010, con menzione e lode, all’ENSCI – Les Ateliers (École Nationale Supérieure de Création Industrielle). Nel vocabolario artistico, il suo lavoro si definirebbe con i termini di “ready made” o “détournement”; l’approccio avanguardista che contraddistingue il suo modo di progettare (per quattro anni è assistente dei fratelli Ronan e Erwan Bouroullec) è un’accusa diretta alla standardizzazione attraverso l’ibridazione di cultura alta e bassa, lavoro artigianale e produzione meccanica, convivenza di materie naturali con quelle artificiali. Il suo rincorrere gli opposti e rimescolarli in un gioco di dissonanze regala nuove identità agli oggetti d’uso quotidiano: un asciugacapelli si trasforma in ascia, un bollitore in una scultura, una tazzina in un talismano. Smantellando l’unità dell’oggetto “mainstream” per conferirgli un’anima diversa, il progettista mette in primo piano il ruolo del consumatore, chiamato a un uso più consapevole e personalizzato del prodotto; quelli che produce non sono “oggetti per tutti” ma “oggetti per ciascuno”.

jeanbaptistefastrez.com

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Hilda Hellstrom

Hilda Hellström (1984) è una designer svedese nata e cresciuta a Göteborg.
Dopo gli studi in Fine Arts a Barcellona, Copenaghen e Stoccolma – dove si laurea in Design Product al Beckmans College of Design – si trasferisce a Londra e consegue un Master al dipartimento di Design Products del Royal College of Art. L’approccio metodologico della Hellström – che ama definirsi “Craftwoman” – deve molto alle sue memorie d’infanzia e alle suggestioni recepite in ambito familiare dalla madre psicanalista e dal padre falegname, e si è strutturato alternando una propensione all’analisi fenomenologica dei processi naturali, di materie e forme, a un’acuta indagine filosofica dei temi che sottendono il suo lavoro di ricerca. L’orientamento esperienziale, emotivo e sensazionale, si completa di un’attitudine alla documentazione e allo studio delle origini del mondo sensibile. Sempre attenta al rapporto tra artefatto e natura, tra finzione e realtà, la designer utilizza diversi media – tra cui il video e la fotografia – per raccontare la natura narrativa degli oggetti e le loro ragioni, contestualmente all’universo nei quali sono inseriti e al loro bagaglio simbolico.

hildahellstrom.se

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Kolk & Kusters

Maarten Kolk e Guus Kusters sono nati in Olanda, rispettivamente nel 1980 e nel 1979.
Dopo la laurea con lode alla Design Academy di Eindhoven, avviano nel 2008 il loro studio associato.
Circoscrivere il lavoro del duo al solo ambito della progettazione è riduttivo: attraverso un approccio evocativo Kolk & Kusters ambiscono ad una continua ridefinizione del termine design, attribuendo grande attenzione ai processi di rappresentazione e materializzazione della transitorietà dei fenomeni naturali. La loro prassi, a partire da un’osservazione diretta dell’ambiente, è conseguenza di uno sguardo trasversale che investe più discipline — arte, fotografia, scienza, biologia, geologia — quali strumenti di ricognizione e traduzione dell’esperienza sensoriale del dato naturale. L’obiettivo raggiunto nella definizione dei loro progetti riguarda la fascinazione dell’impalpabile formalizzato in una più consistente matericità percettiva.
I lavori di Kolk & Kusters sono presenti nelle collezioni museali del Design Museum di Holon (Israele), del Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam, dello Zuiderzeemuseum di Enkhuizen, del MU di Eindhoven e presso l’Audax TextielMuseum a Tilburg (Paesi Bassi) e nelle gallerie 21_21 Design Sight di Tokyo, Kavan Ronsey di Bruxelles e Christian Ouwens di Rotterdam.

maartenkolk-guuskusters.tumblr.com

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Anton Alvarez

Anton Alvarez (1980) è nato a Uppsala, in Svezia, da madre svedese e padre cileno. Dopo aver conseguito il diploma in Fine Arts a Stoccolma sviluppa un innato interesse per le pratiche e le tecniche dell’ebanisteria tradizionale e, prima di frequentare il Master in Design Products presso il Royal College of Art di Londra, si specializza in Interior Architecture and Furniture Design presso la Konstfack (University College of Arts, Crafts and Design di Stoccolma).
È con il suo lavoro di tesi al Royal College of Art che si guadagna gli onori e le attenzioni della critica internazionale, approdando nelle collezioni del Design Museum e del Victoria & Albert Museum di Londra. La sua colorata rivoluzione tipologica nell’ambito dell’artigianato tout court stravolge i tradizionali sistemi di progettazione e realizzazione dell’oggetto; l’imperfezione manuale, abbinata al controllo meccanico del processo di produzione del prodotto convivono in The Thread Wrapping Machine, riuscita invenzione del designer che ridefinisce le modalità correntemente impiegate per assemblare e giuntare gli elementi componenti un manufatto.

antonalvarez.com

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Bethan Laura Wood

Bethan Laura Wood (Regno Unito, 1983) si è laureata in Design nel 2006, proseguendo i suoi studi presso il Royal College of Art. Attraverso la ri-contestualizzazione di elementi tratti da oggetti quotidiani esistenti, combinata con la ricerca fra i fattori costitutivi della città moderna, Bethan crea nuovi prodotti che riscoprono, esplorano e celebrano diversi attributi e aspetti di ciò che potrebbe definirsi “ordinario”. Il suo lavoro si concentra sulle trame, la colorazione e la patina degli oggetti, sui risultati dei processi produttivi e le successive tracce di utilizzo. Anche la collocazione geografica è diventata un fattore importante per il suo processo di progettazione, portandola a lavorare in reazione all’area in cui opera, collaborando con le manifatture locali o rispecchiando nel suo lavoro elementi peculiari di quella zona.
Le sue collezioni Totem e Moon Rock, presentate al Salone del Mobile di Milano e a Basel (Design Miami  2011), sono state selezionate come Prodotto dell’anno e Mobile dell’anno nelle rispettive categorie dei Design of the Year Awards 2012 del London Design Museum.

woodlondon.co.uk

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Humans Since 1982

Nati entrambi nel 1982, Per Eman (Svezia) e Bastian Bischoff (Germania) hanno fondato il proprio studio nel 2008 durante gli studi per il Master presso la School of Design and Crafts (HDK) di Göteborg. Prima di incontrarsi alla HDK, Per aveva completato un Master scientifico presso il Royal Institute of Technology di Stoccolma, mentre Bastian aveva studiato Design della comunicazione presso la HTWG di Costanza (Germania). Lavorano entrambi a Stoccolma dal 2010.
Humans Since 1982 sono interessati all’interesse stesso. Il loro intento è di stimolare una curiosità di base creando indizi materiali su come il mondo potrebbe essere acquisibile da parte delle persone curiose.

humanssince1982.com

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Andrea Magnani

Andrea Magnani (1983) è nato in Italia, dove inizia i suoi studi nell’ambito del design e dell’arte frequentando l’ISIA di Faenza. Il suo lavoro è finalizzato alla comprensione delle dinamiche che infondono valore e qualità alle cose.
Nel 2008, con il progetto Resign, crea uno spazio reale e sempre aperto dove mettere alla prova un processo di autoproduzione sensuale in cui il manufatto finale diventa un mezzo teso alla creazione di relazioni. Nel biennio 2009-2010, parallelamente all’attività espositiva, crea con Giovanni Delvecchio ed Elisabetta Amatori la prima Resign Academy, tenendo nel contempo workshop e lectures.
Dal 2011 i suoi oggetti trasmutano in qualcosa di più complesso e stratificato in cui far convergere una ricerca cross mediale legata a video, musica e performance.
Nel 2012, dopo tre mesi di ricerca a New York, fonda Xhtff://; laboratorio sperimentale e casa di produzione di multipli d’arte. Attualmente vive e lavora a Milano.

magnaniandrea.com

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Lex Pott

Lex Pott (Olanda, 1985) è un designer che lavora nel proprio studio di Amsterdam presso un vecchio cantiere navale del NDSM-Terrein. Si è laureato con lode nel 2009 presso la Design Academy Eindhoven. Utilizza un metodo grezzo e intuitivo, e nel proprio lavoro ritorna alle origini dei materiali che utilizza maggiormente: legno, pietra e metallo. Non nasconde i propri progetti sotto strati interposti, ma li riduce alla loro propria essenza. Tavoli, scaffali e appendiabiti sono il risultato di una combinazione tra la struttura originale di un albero e i suoi sottoprodotti industriali. La mescolanza di forme naturali e di forme simmetriche mette in discussione l’opposizione binaria fra natura e cultura alla base del design tradizionale, e rivela inoltre l’origine naturale di molti articoli prodotti industrialmente. In definitiva, Pott riporta il design alla natura.

lexpott.nl

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ShiKai Tseng

ShiKai Tseng (Taiwan, 1984) vive e lavora a Londra. Ha fondato il proprio studio dopo la laurea in Design presso il Royal College of Art di Londra.
Essendosi formato sia nel mondo orientale sia in quello occidentale, è stato influenzato dalla cultura orientale e dallo spirito d’avventura occidentale, cosa che ha reso il suoi lavori poetici e sperimentali allo stesso tempo. Il suo design si concentra soprattutto su tre elementi: cultura, materiale e processo. Tseng crede infatti che la cultura è all’origine del significato e del valore di ogni oggetto fisico, e che gli oggetti sono creati a partire da una combinazione di materiali e processi.
I suoi lavori hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio Reddot 2009, il premio iF 2008, il BraunPrize 2007, e sono stati esposti in gallerie a Londra, Parigi, Stoccolma, Eindhoven e Milano.

shikaitseng.com

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45 Kilo

45 Kilo è uno studio di design fondato nel 2007 da Philipp Schöpfer (Germania, 1981) e Daniel Klapsing (Germania, 1982) durante i loro studi di design di prodotto presso la Bauhaus-University di Weimar. Dal 2012 vivono entrambi a Berlino.
Il loro lavoro è focalizzato sull’arredamento e il design d’interni, spesso combinando processi e materiali di produzione industriale con l’artigianato in un linguaggio visivo estremamente ridotto e semplice: 45 Kilo crea progetti elementari che riflettono un approccio funzionalista e talvolta scherzoso nella produzione di oggetti d’uso nella vita quotidiana. Operano sia come studio di design sia come produttori di elementi di arredo su misura e di oggetti di loro ideazione.

45kilo.com

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BCXSY

I BCXSY sono Boaz Cohen (Israele/Paesi Bassi, 1978) e Sayaka Yamamoto (Giappone, 1985). Entrambi hanno studiato alla Design Academy di Eindhoven e Sayaka possiede inoltre una laurea in Contemporary Art Jewellery acquisita presso il Hiko Mizuno Jewellery College di Tokyo.
Lo studio ha un approccio interdisciplinare nella creazione e nello sviluppo di concetti, immagini coordinate, prodotti, grafica, interni e atmosfere ambientali; forniscono inoltre servizi correlati come quelli di consulenti di design, curatori ed exhibition designer. Per il progetto Origin, finalizzato al confronto con tecniche artigianali tradizionali a rischio di estinzione, hanno collaborato con artigiani e specialisti in tutto il mondo.
Il lavoro di BCSXY, oltre a far parte della collezione permanente del Victoria & Albert Museum, è stato esposto in alcuni dei più prestigiosi eventi internazionali, ampiamente pubblicato dalla stampa di tutto il mondo, e ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

bcxsy.com

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Studio Besau-Marguerre

Eva Marguerre (Germania, 1983) e Marcel Besau (Germania, 1980) vivono e lavorano insieme ad Amburgo. Eva si è laureata presso l’Università di Arti e Design di Karlsruhe, Marcel ha studiato product design e comunicazione a Karlsruhe e Wuppertal.
Mentre Eva ama lavorare con carta, nastri, materiali lignei, superfici lisce e laminati di legno, Marcel mescola tecnologie analogiche e digitali. Il loro lavoro spazia da sperimentazioni materiali e schemi di colore innovativi agli allestimenti e alla progettazione di interni, differenziando incessantemente stili e metodi.
Nel 2011 Eva è stata selezionata come testimonial per il lancio della Audi Q3.

besau-marguerre.de

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Pepe Heykoop

Dopo gli studi alla Design Academy di Eindhoven,  Pepe Heykoop (Olanda, 1984) ha fondato il suo studio di Amsterdam.
Il suo lavoro si concentra soprattutto sull’ideazione di processi creativi riguardanti la produzione manuale e lo sviluppo di nuove tecniche di realizzazione low-tech, comprendendo nella sua ricerca operativa una personale propensione naturale a riciclare oggetti.
I suoi lavori, spesso pezzi unici, sono stati esposti nel contesto di diversi eventi internazionali di rilievo e sono stati selezionati per premi, ottenendo importanti riconoscimenti (primo premio del [d3] Design Talents di IMM Cologne 2009, menzione speciale nel 2010).
Dal 2009, ha inaugurato una propria linea di produzione nelle baraccopoli di Mumbai, in collaborazione con la Tiny Miracles Foundation, attraverso la quale realizza le Leather Lampshades.

pepeheykoop.nl

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Maarten De Ceulaer

Maarten De Ceulaer (Belgio, 1983) ha studiato design alla Sint-Lukas Hogeschool di Bruxelles e alla Design Academy di Eindhoven.
La passione per il tema del viaggio hanno ispirato il suo progetto di tesi Pile of Suitcases, subito notato dalla galleria milanese Nilufar, che gli commissiona un’intera collezione su questo concetto, e successivamente dall’azienda italiana Casamania.
Maarten si è segnalato all’attenzione internazionale in virtù di una capacità progettuale che si esprime attraverso oggetti altamente evocativi, poetici ma anche ludici.; il suo lavoro mira a esplorare le qualità dei materiali e a confrontarsi con diverse tecniche di produzione e conoscenze artigianali.
I suoi lavori sono stati selezionati per premi e hanno ricevuto importanti riconoscimenti (Toegepast 10 di Z33 Hasselt, Belgian Young Designer of the Year 2007 e la nomination per il Blueprint Award Best Product 2008), sono comparsi in numerose riviste internazionali e sono stati esposti in gallerie, musei, festival e fiere in tutto il mondo.

maartendeceulaer.com

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Daniel Rybakken

Daniel Rybakken (Norvegia, 1984) ha studiato design alla Oslo School of Architecture e alla School of Arts & Crafts di Göteborg in Svezia. Dopo essersi laureato nel 2008 in Belle Arti, ha fondato il suo studio, con sede a Oslo e Göteborg.
Il lavoro di Daniel si colloca nello spazio compreso tra arte e design, dando origine a edizioni limitate, installazioni e prototipi per produzioni in serie. Il suo interesse principale riguarda la luce diurna e si concentra sulle modalità utili a ricreare artificialmente l’effetto subconscio che questa produce negli esseri umani.
Il suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali “Best of The Best” Red Dot Award a Singapore nel 2007, l’Anders Jahre’s Cultural Prize for Young Artists a Oslo nel 2008, il Design Report Award come miglior designer al Salone Satellite di Milano nel 2009 e il Bruno Mathsson Award a Göteborg nel 2011.

danielrybakken.com

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Tomás Alonso

Tomás Alonso (Spagna, 1974) ha studiato e lavorato tra gli Stati Uniti, l’Italia e l’Australia prima di trasferirsi a Londra per conseguire la laurea al Royal College of Art.
Nel 2006 fonda l’OKAYstudio, in collaborazione con altri cinque laureati al RCA, tra cui Peter Marigold, i Raw Edges e Liliana Ovalle.
I suoi lavori sono fortemente influenzati dall’aspetto umano: Tomás si interessa infatti alle relazioni che intercorrono tra individui e oggetti, così come al modo in cui questi oggetti si rapportano a noi e a ciò che ci circonda. Sperimenta inoltre l’utilizzo di materiali diversi per sfruttarne al meglio le caratteristiche, trovando modi innovativi per creare strutture.
Alcune sue opere sono entrate a far parte della collezione permanente del Design Museum di Londra, ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il primo premio alla Promosedia International Design Competition 2008 con la No. 7 (Nube) Chair.

tomas-alonso.com

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Mischer’Traxler

Katharina Mischer (Austria, 1982) e Thomas Traxler (Austria, 1981), dopo il Master alla Design Academy di Eindhoven, fondano nel 2009 il loro studio con base a Vienna.
I Mischer’Traxler hanno progettato e creato prodotti, complementi d’arredo e allestimenti spesso focalizzati sul design sperimentale e concettuale. Katharina e Thomas esaminano, sperimentano, analizzano e scartano. Questa pratica spesso li porta a sviluppare concetti, sistemi e visioni globali piuttosto che singolo prodotti.
I loro lavori sono comparsi in numerose riviste internazionali, sono stati esposti in gallerie, musei, festival e fiere in tutto il mondo e la mensola Limited Fungi fa parte della collezione Droog.
Con The idea of a Tree nel 2009 hanno vinto l’Austrian Experimental Design Award, il DMY Award, hanno ricevuto una menzione d’onore al Prix Ars Electronica e nel 2010 sono stati selezionati per il premio Brit Insurance Design; nel 2011 a Basilea sono stati insigniti con il premio The W Hotels Designer of the Future.

mischertraxler.com

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Minale-Maeda

Minale–Maeda è un duo creativo fondato a Rotterdam nel 2006 da Kuniko Maeda (Giappone) e Mario Minale (Italia).
Kuniko si è laureata in Scienze del Design alla Musashino Art University di Tokyo, mentre Mario in Disegno Industriale all’Università di Wuppertal; entrambi hanno poi studiato alla Design Academy di Eindhoven, dove hanno conseguito un Master.
I due lavorano tra prodotti fruibili e installazioni artistiche, considerando il design fondato su necessità pratiche ma allo stesso tempo come espressione della cultura, la cultura del materiale; sono interessati agli effetti del consumismo e al miglioramento della qualità della vita, alle possibilità offerte dalla produzione in serie e alle raffinate abilità degli artigiani.
Hanno collaborato con celebri aziende come Droog e Skitsch.

minale-maeda.com

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Lanzavecchia+Wai

Lanzavecchia+Wai è una collaborazione creativa tra Francesca Lanzavecchia (Italia, 1984) e Hunn Wai (Singapore, 1980). Hunn ha studiato come designer industriale alla National University di Singapore, mentre Francesca si è laureata in Disegno Industriale al Politecnico di Milano; entrambi hanno poi studiato alla Design Academy di Eindhoven, dove è cominciata la loro collaborazione, che oggi continua “a distanza”.
Se Francesca concentra la sua attenzione sulla relazione che gli oggetti stabiliscono o possono stabilire con il corpo e l’anima dell’uomo, mantenendo uno sguardo attento alle tendenze del futuro, Wai è affascinato dall’impatto e dalla fusione di materiali, forme e significati. La loro collaborazione si basa su questi approcci e, provenendo da culture e Paesi tanto diversi, cercano di condividere le proprie esperienze, conoscenze e abilità allo scopo di alimentare il pensiero laterale e la sua applicazione pratica.

lanzavecchia-wai.com

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Julien Carretero

Julien Carretero (Francia, 1983) ha conseguito la laurea in Disegno Industriale sia a Parigi che in Inghilterra e in seguito unl Master alla Design Academy di Eindhoven. La sua tesi, intitolata “Theme & Variations”, ha esplorato il confine tra unicità di un pezzo e produzione seriale e dato vita alla serie To be continued.
Dopo gli studi ha lavorato per due anni nello studio di Maarten Baas, dopo i quali è entrato a far parte del collettivo Atelierdorp e ha fondato il proprio studio ad Eindhoven.
Considera la produzione di oggetti come un processo di crescita: vivo e imprevedibile. Ideando spesso in prima persona il processo industriale, Julien mira a rendere meno netti i confini tra produzione seriale e artigianale.
Nel 2008 ha ricevuto il Group SEB Design Award alla Design Parade di Villa Noailles, in Francia.
Recentemente Julien ha lasciato Eindhoven per stabilirsi a Bruxelles, dove condivide lo studio con Maarten de Ceulaer.

juliencarretero.com

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Glithero

Studio Glithero è un duo formato da Tim Simpson (Inghilterra) e Sarah van Gameren (Olanda), incontratisi da studenti al Royal College of Art.
Nel loro laboratorio di Londra, realizzano oggetti, mobilio e installazioni temporanee, prodotti con un’ampia gamma di mezzi espressivi, seguendo un percorso concettuale costante, il cui fine è catturare e svelare la bellezza delle cose al momento della loro nascita. Il tempo e la trasformazione sono gli ingredienti chiave del loro operato, e tramite essi i due designer mirano a eliminare la distanza tra le varie discipline creative realizzando lavori comprensibili a tutti.
Nel 2009 sono diventati parte della Vauxhall Collective, e hanno ricevuto il premio Crafts Council Maker Development Award; nel 2011 sono stati selezionati per il Brit Insurance Award e per il Dutch Design Awards.
All’attività progettuale lo studio affianca quella di insegnamento al Royal College Arts.

glithero.com

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Philippe Malouin

Philippe Malouin (Canada, 1982) ha studiato prima design industriale a Montreal, proseguendo poi all’ENSCI di Parigi e infine alla Eindhoven Design Academy.
Il suo progetto di tesi “Grace Table” è stato selezionato nel 2008 per il René Smeets Award e ha vinto il secondo premio del [d3] Design Talents di IMM Cologne 2009.
Nel 2008, parallelamente a progetti che svolge per aziende manufatturiere, avvia un proprio studio a Londra, che gli permette di affrontare in maniera più sperimentale il gesto creativo. Dal 2009 collabora come co-curatore con la Commissaires Gallery di Montreal.
Philippe ha vinto il 2012 W Hotels Designers of the Future award.

philippemalouin.com

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Peter Marigold

Peter Marigold (Inghilterra, 1974) studia prima al Central Saint Martins, dove segue un percorso che lo porta dalla scultura alla scenografia teatrale e in seguito al Royal College of Art, dove comincia a produrre soluzioni per chi vive in situazioni o spazi abitativi temporanei. Nel 2007 la sua mostra al Design Museum di Londra gli vale la borsa di studio Esmee Fairbaim.
Dal 2006 fa parte dell’OKAYstudio, collettivo con base a Londra di cui fanno parte anche: Tomas Alonso, i Raw Edges e Liliana Ovalle .
Membro dei ‘Grandi Britannici’ (Great Brits) partecipa insieme al British Council al Salone del Mobile di Milano 2007. Da qui un invito a realizzare per Paul Smith prima un’installazione a Milano e successivamente altri progetti a Londra.
Nel 2009 vince il W Hotels Designers of the Future award.

petermarigold.com

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Jo Meesters

Jo Meesters (Olanda, 1974), dopo aver frequentato la Design Academy, fonda il suo studio ad Eindhoven, dove crea concetti e prodotti che nascono da parole chiave quali materia e maestria artigianale. La continua investigazione di nuove tecniche e materiali è il motore propulsore di questo studio di design, considerato una fucina di product concepts. Un laboratorio che si concentra sulla ricerca di nuove metodologie di sfruttamento dei materiali e sull’esplorazione dei limiti dell’intersezione tra grande artigianato e tecniche di produzione di massa.
Il principio basilare che muove il suo lavoro è la sostenibilità. Integrando artigianato, sofisticazione e attenzione al dettaglio, Jo punta a conferire ai suoi progetti e ai suoi prodotti un valore emozionale, tale da enfatizzare l’impegno con cui egli percepisce e rappresenta il profondo legame tra oggetto e suo fruitore.

jomeesters.nl

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FormaFantasma

Andrea Trimarchi (Italia, 1983) e Simone Farresin (Italia, 1980) sono FormaFantasma con base a Eindhoven.
Dopo gli studi all’ISIA di Firenze, conseguono un Master presso la Design Academy di Eindhoven.
L’obiettivo di Andrea e Simone è quello di rivalutare le tecniche artigianali che stanno via via scomparendo, fondendo culture locali e contesto globale, elementi d’artigianato e processi industriali. Incongruenze e unioni inaspettate sono parte del loro lavoro, così come lo è giocare con i limiti di fragilità e di durevolezza, alta e bassa tecnologia, oggetto economico e di valore.
I loro lavori sono stati selezionati per premi (Index Award 2011, Brith Insurance Designs of the Year 2012, and IMM Young Design Award 2011), sono comparsi in numerose riviste internazionali e sono stati esposti in gallerie, musei, mostre e fiere in tutto il mondo.

formafantasma.com

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Anke Weiss

Anke Weiss (Germania, 1979) ha studiato Design del Prodotto alla Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam.
Il suo principale interesse é investigare come i media e la tecnologia condizionino la psiche umana, e come questa si raffronti con concetti di spazio, tempo e dimensione.
Le opere di Anke non devono essere viste solo in base alla loro funzionalità, ma anche come strumenti atti all’esplorazione critica e all’analisi. I suoi lavori mirano a mettere in discussione l’odierna percezione di prodotti e tecnologie, interrogandosi su quanto il ruolo del designer, inteso come comunicatore visuale, possa influenzare il dibattito politico, sociale e ambientalista.
Oltre ad esercitare la professione nel suo studio, Anke insegna presso il dipartimento di Design della Gerrit Rietveld Academy.

ankeweiss.com

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Tomáš Gabzdil Libertiny

Tomáš Gabzdil Libertiny (Slovacchia, 1979), dopo aver lavorato per alcuni anni come designer freelance, ha aperto un proprio studio a Rotterdam nel 2007.
Ha studiato Product Design alla Design Academy di Eindhoven e Product Design e Pittura presso l’Accademia di Belle Arti e Design della Slovacchia.
Partendo dalla convinzione che il design possa migliorare la nostra vita, Tomáš ne ha sperimentato le infinite possibilità sviluppando nuove brillanti idee che utilizzano elementi naturali e procedure artigianali combinate con metodologie del tutto innovative.
Le sue opere sono state esposte stati esposti in gallerie, musei, festival e fiere in tutto il mondo.

tomaslibertiny.com

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Raw-Edges Design Studio

I Raw-Edges sono Yael Mer (Israele, 1976) e Shay Alkalay (Israele, 1976).
A Yael interessa trasformare fogli bidimensionali in forme sinuose e funzionali, mentre Shay è affascinato dal movimento, dal funzionamento e dalla reazione delle cose. Il loro sodalizio porta il nome di Raw-Edges e ha un’obiettivo comune: creare oggetti come non se ne sono mai visti prima.
Dalla mostra di diploma al Royal College of Art nel 2006, hanno ottenuto diversi riconoscimenti fra i quali il British Council Talented Award, l’iF Gold Award, il Dutch Design Award, Wallpaper* Design Award 2009 e l’Elle Decoration International Design Award for best furniture of 2008_09, oltre al Designer of the Future Award for 2009 da Design Miami / Basel.
Le loro opere sono state esposte nei più prestigiosi eventi internazionali e alcune fanno parte della collezione permanente del MoMA di New York e del London Design Museum. Alcuni progetti sono stati prodotti da Established & Sons e da Arco.
Yael e Shay realizzano inoltre edizioni uniche e limitate nel loro studio di Londra, l’Okay Studio, che condividono con Liliana Ovalle, Tomas Alonso e Peter Marigold.

raw-edges.com

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Pieke Bergmans

Pieke Bergmans (Olanda, 1978) ha studiato all’Academie St.Joost di Breda (Graphic Design), alla HKA-Art-School di Arnhem (3D-Design), alla Design Academy di Eindhoven (Industrial Design) e al Royal College of Art di Londra (MA, Design Products).
È impegnata in una grande varietà di progetti in tutto il mondo. Il suo modus operandi preferito consiste nel manipolare processi di produzione già esistenti per ricavarne forme e funzioni nuove. Il suo obiettivo è quello di riunire forma, funzione e messaggio in un unico gesto elegante.
La varietà è uno dei tratti caratterizzanti più significativi dei suoi lavori: trae ispirazione e individua nuove opportunità nei settori produttivi e nei materiali più disparati. Quando collabora con le industrie, Pieke esplora le possibilità dei loro impianti di produzione sfruttandoli con il proposito di ottenere una “produzione in serie personalizzata” che includa per principio le irregolarità.

www.piekebergmans.com

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Liliana Ovalle

Liliana Ovalle (Messico, 1977) vive e lavora a Città del Messico.
Prima degli studi al Royal College of Art di Londra (2004-2006) aveva gestito lo studio Salon de T, sviluppando una serie di sistemi di illuminazione e di elementi d’arredamento. Le sue creazioni sono apparse sulle pagine di numerose riviste internazionali e hanno partecipato a varie mostre di design allestite in diversi paesi (British Council, Milano; Paul Smith Space, Tokyo; Changing Dimensions, Londra).
Nel 2006 il British Council le ha conferito il Talent Award.
Tornata in Messico, la designer è attualmente impegnata nella progettazione di una nuova linea di oggetti ispirati a Città del Messico e dintorni. Una delle sue opere, Table Stripping, è prodotta da Plusdesign Gallery di Milano.
Liliana fa anche parte dell’Okay Studio di Londra insieme a Tomas Alonso, Peter Marigold e i Raw Edges.

lilianaovalle.com

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Julia Lohmann

Julia Lohmann (Germania, 1977) è una designer multidisciplinare che vive e lavora a Londra.
Il suo lavoro riguarda soprattutto la ricerca di nuove applicazioni di materiali naturali e artificiali, spesso insoliti e sottovalutati. I suoi progetti e le sue installazioni esplorano il nostro atteggiamento nei confronti del mondo che ci ospita.
Julia ha partecipato a numerose mostre internazionali e le sue opere sono entrate a far parte di collezioni private e musei, tra cui il MoMA di New York.
Ha fondato il proprio studio di design nel 2004 a Londra, dove insegna al Master in Design Products presso il Royal College of Art; Julia è anche visiting lecturer in altre scuole di design britanniche.

www.julialohmann.co.uk